F.A.Q.

La Mediazione è una procedura di risoluzione delle controversie in base alla quale una terza persona imparziale (il mediatore) assiste le parti in conflitto al fine di favorire il raggiungimento di un accordo.
A tal fine il mediatore guida la negoziazione e orienta le parti verso la ricerca di accordi reciprocamente soddisfacenti che consentano di evitare l'insorgere della controversia. Se le parti raggiungono una soluzione, esse sottoscrivono un accordo anche fuori dal procedimento  che ha valore di contratto,  nonché  di titolo esecutivo- in caso di sottoscrizione delle parti e degli avvocati che le hanno assistite nel procedimento e/o di omologa dal Presidente del Tribunale - . Se, invece, non riescono a comporre il conflitto, esse possono abbandonare il procedimento in qualsiasi momento ed avviare ogni iniziativa, anche in sede giudiziaria, al fine di tutelare i propri interessi.

Ai sensi del d.lgs 28 /2010 come modificato ed integrato dal decreto legge 69/2013, per mediazione s'intende l'attività, comunque denominata, svolta da un terzo imparziale e finalizzata ad assistere due o più soggetti nella ricerca di un accordo amichevole per la composizione di una controversia, anche con formulazione di una proposta per la risoluzione della stessa;

La mediazione è la procedura in cui un terzo neutrale ed imparziale (il mediatore) facilita il dialogo tra le parti con il fine di raggiungere un accordo. Il mediatore quindi non esprime alcuna opinione e non emette nessuna decisione in ordine all'oggetto della disputa. Nell'arbitrato, invece, il terzo imparziale viene chiamato ad emettere una vera e propria decisione (quindi, in definitiva, giudica).

I vantaggi della mediazione sono: la rapidità dei tempi di risoluzione della controversia, la possibilità di addivenire a risultati più soddisfacenti rispetto alla sentenza del Giudice, la riservatezza della procedura, il contenimento dei costi e le rilevanti agevolazioni fiscali riconosciute alle parti.

  1. La rapidità: mentre la durata media di un giudizio civile ordinario si protrae per anni, il procedimento di mediazione può risolversi in una sola seduta e, in ogni caso, non supera i tre mesi.
  2. La "creatività": l'accordo tra le parti può avere ad oggetto anche beni ed interessi diversi e più ampi di quelli che potrebbero essere oggetto della sentenza del Giudice. Nell'ambito del procedimento di mediazione, infatti, le parti hanno l'opportunità di esprimere la loro posizione e di decidere così la portata del loro accordo e le modalità di composizione delle rispettive posizioni.
  3. La riservatezza:nulla di ciò che emerge dalle udienze di mediazione può essere rivelato dal mediatore, dalle parti o da loro eventuali consulenti; di ciò non potrà essere messo a conoscenza nemmeno il Giudice nel caso in cui la mediazione non abbia esito positivo.
  4. Il contenimento dei costi: le spese di mediazione (comprensive degli onorari del mediatore) hanno un costo fisso e predeterminato; nulla è dovuto a titolo di tasse giudiziarie o altri costi aggiuntivi.
  5. I vantaggi fiscali: alle parti che attiveranno un tentativo di mediazione è riconosciuto un credito d'imposta commisurato all'indennità pagata fino ad € 500,00. Inoltre il verbale di conciliazione è esente da imposta di registro e di bollo fino ad un valore di € 50.000,00.

In base all'art. 2 del d.lg. 28/2010 chiunque può accedere alla mediazione per la conciliazione di una controversia civile e commerciale vertente su diritti disponibili.
L'obbligatorietà della mediazione preclude la concessione di provvedimenti d'urgenza?
No, le parti possono, prima dello svolgimento della mediazione, richiedere al Giudice l'emanazione di provvedimenti urgenti e cautelari così come la trascrizione della domanda giudiziale.

Si. Il giudice, anche in sede di giudizio di appello, valutata la natura della causa, lo stato dell'istruzione e il comportamento delle parti, può invitare le stesse a procedere alla mediazione.

Secondo l'art. 3 d.lg. 28/2010, al procedimento di mediazione si applica il regolamento dell'organismo scelto dalle parti. SPLA CONCILIAZIONI ha adottato un regolamento in linea con le norme di legge e con le direttive applicabili in materia, garantendo pienamente la riservatezza dell'intero procedimento, nonché modalità di nomina del mediatore che ne garantiscano l'imparzialità e l'idoneità al corretto e sollecito espletamento dell'incarico e la massima rapidità di conclusione.

Per avviare un procedimento di mediazione con il nostro Organismo è sufficiente compilare il modulo di richiesta reperibile sul sito.

È fondamentale che partecipino le parti personalmente, obbligatoriamente assistite dai loro avvocati. Con il consenso delle parti e del mediatore, possono essere ammesse altri soggetti (come ad esempio i periti, un parente o coniuge, ecc.) la cui presenza sia ritenuta necessaria o opportuna ai fini della risoluzione della questione

Ove la parte decida di delegare qualcuno a rappresentarla, è indispensabile che il mediatore e l'organismo sia messo nella situazione di poter verificare se il rappresentante sia investito del potere di rappresentanza e del potere di transigere, fare concessioni o definire in via conciliativa la controversia.

In questo caso la segreteria di SPLA CONCILIAZIONI consegnerà all'istante il verbale di mancata comparizione; tale verbale dovrà essere allegato all'atto di citazione o al ricorso. Si precisa che il Giudice condanna la parte costituita che, nei casi previsti dall'articolo 5 (condizione di procedibilità) non ha partecipato al procedimento senza giustificato motivo, al versamento di un importo corrispondente al contributo unificato.

In caso di mancato accordo, le parti sono libere di avviare qualsiasi iniziativa, anche in sede giudiziaria, al fine di tutelare i propri interessi.

All'atto del conferimento dell'incarico l'avvocato è tenuto a informare, chiaramente e per iscritto, l'assistito della possibilità di avvalersi del procedimento di mediazione, delle relative agevolazioni fiscali, dei casi in cui l'esperimento del procedimento di mediazione è condizione di procedibilità della domanda giudiziale.
In caso di violazione degli obblighi di informazione, il contratto tra l'avvocato e l'assistito è annullabile. Il documento che contiene l'informazione è sottoscritto dall'assistito e deve essere allegato all'atto introduttivo dell'eventuale giudizio.

All'atto del conferimento dell'incarico l'avvocato è tenuto a informare, chiaramente e per iscritto, l'assistito della possibilità di avvalersi del procedimento di mediazione, delle relative agevolazioni fiscali, dei casi in cui l'esperimento del procedimento di mediazione è condizione di procedibilità della domanda giudiziale.
In caso di violazione degli obblighi di informazione, il contratto tra l'avvocato e l'assistito è annullabile. Il documento che contiene l'informazione è sottoscritto dall'assistito e deve essere allegato all'atto introduttivo dell'eventuale giudizio.

Il procedimento di mediazione ha una durata non superiore a tre mesi, prorogabili  con l'accordo delle parti. Il termine di cui sopra decorre dalla data di deposito della domanda di mediazione, ovvero dalla scadenza di quello fissato dal giudice per il deposito della stessa; tale termine non è soggetto a sospensione feriale.
Per saperne di più si rimanda al Regolamento dell'Organismo.

Il terzo neutrale è scelto dalle parti, e nominato da SPLA, tra persone appositamente formate e accreditate a svolgere tale funzione. SPLA può scegliere e nominare il terzo neutrale qualora le parti lo richiedano, o in caso non riescano a identificare congiuntamente la persona.

La Mediazione è una procedura nella quale le parti e i loro consulenti si avvalgono di un terzo neutrale per tentare di raggiungere una soluzione bonaria della controversia. Il compito di SPLA, come organismo neutrale che nomina e assiste il professionista incaricato di agevolare il negoziato, è di creare tutte le condizioni perché il dialogo tra le parti possa procedere nel modo più spedito ed efficiente a seconda delle circostanze.

Il terzo neutrale, nella procedura di Mediazione, ha il compito fondamentale di facilitare la trattativa tra le parti in modo che si raggiunga una soluzione della lite senza imposizioni esterne. Ascoltando le parti e discutendo con loro, sia congiuntamente che in privato, il terzo neutrale ha modo di approfondire gli aspetti salienti della questione, che sovente trascendono le posizioni giuridiche espresse. Questi aspetti possono includere particolari richieste o esigenze che, se condivisi con il terzo neutrale, possono favorire il raggiungimento di soluzioni basate sui reali interessi in gioco. Per via dell'ovvia riluttanza a rivelare le proprie priorità alla controparte, infatti, negoziando faccia a faccia, le parti potrebbero non essere in grado di raggiungere accordi ottimali. Inoltre, di fronte a chi è chiamato a decidere sul torto e la ragione, come il giudice o l'arbitro, i litiganti non parleranno mai di altri aspetti importanti nella risoluzione bonaria delle controversie, come gli eventuali punti deboli delle rispettive posizioni.

Quasi un decennio di attività esclusiva in questo campo, e la volontà di consolidare la posizione di leader del mercato in Italia, sono la principale garanzia di chi si rivolge a SPLA. Anche per questo motivo, un rappresentante di SPLA è stato tra i dieci esperti internazionali invitati dalla Commissione europea di Bruxelles a stilare il "European Code of Conduct for Mediators", varato alla conferenza di Bruxelles del 2 luglio 2004, cui si uniformano tutti i professionisti afferenti ad SPLA e quelli dei principali organismi di ADR nella Ue. Infine, occorre ricordare che gli organismi che si occupano di risoluzione stragiudiziale delle liti sono vieppiù oggetto di regolamentazione da parte dell'ordinamento nazionale e comunitario, a ulteriore tutela degli utenti.

Vi partecipino le parti personalmente, accompagnate dai loro avvocati, perché in caso d'intesa la procedura possa terminare con la stesura di un accordo definitivo. Con il consenso delle parti e del Mediatore, possono essere ammesse altre persone, come ad esempio dei periti, la cui presenza sia ritenuta necessaria o opportuna ai fini della risoluzione della vertenza.

Sì. L'esito di una causa è sempre incerto, e il potere decisionale del giudice toglie alle parti e ai loro avvocati sia il controllo sul procedimento, scandito dai tempi del processo, sia soprattutto quello sul risultato finale. Inoltre, far eseguire una sentenza anche del tutto favorevole è impresa ardua e spesso non conveniente. La condivisione della soluzione da parte dei litiganti elimina il problema dell'esecuzione delle intese raggiunte in sede di Mediazione, che difatti avviene in modo spontaneo, come numerose statistiche confermano. Inoltre, prima della firma dell'accordo che sancisce la fine della lite ciascuna delle parti, se insoddisfatta di come procedono le cose, può sempre porre termine alla procedura e rivolgersi alla magistratura ordinaria o, a seconda dei casi, ricorrere all'arbitrato.

In base alla conversione del D. L. 21 giugno 2013 recante disposizioni urgenti per il rilancio dell'economia, è stato modificato il D. Lgs. 28 del 2010 reintroducendo l'obbligatorietà della Mediazione in alcune materie. Ne è conseguita una ricaduta sulla esecutività degli accordi in presenza degli avvocati avvenuti in seno alla Mediazione.

Ove tutte le parti aderenti alla Mediazione siano assistite da un Avvocato, l'accordo che sia stato sottoscritto dalle parti e dagli stessi avvocati costituisce titolo esecutivo per: l'espropriazione forzata, l'esecuzione per consegna e rilascio, l'esecuzione degli obblighi di fare e non fare, nonché per l'iscrizione di ipoteca giudiziale. Gli avvocati attestano e certificano la conformità dell'accordo alle norme imperative ed all'ordine pubblico. In tutti gli altri casi l'accordo allegato al verbale è omologato, su istanza di parte, con decreto del Presidente del Tribunale, previo accertamento della regolarità formale e del rispetto delle norme imperative e dell'ordine pubblico.

In caso di mancato accordo, le parti sono libere di esperire qualsiasi altra procedura prevista dal contratto o dall'ordinamento.

Elemento centrale della procedura è la riservatezza. In aggiunta a quanto previsto dal Regolamento, che ha natura contrattuale.

TORNA SU